Consulenza, Bilancio e Lavoro

Il lordo e il netto in busta paga, complessità ed equivoci

Lavoro

Nel nostro precedente articolo abbiamo affrontato il complesso tema del cuneo fiscale e della sua riduzione.

Vediamo ora quali sono gli effetti pratici, nella quotidianità di professionisti, imprenditori e HR manager, di quanto illustrato.

Sul contratto di lavoro è opportuno indicare sempre la retribuzione lorda

In alcune aziende è ancora consuetudine garantire lo stipendio netto al dipendente. Ciò significa che l’azienda assorbe a suo carico i conguagli e tutti gli eventuali incrementi delle trattenute a carico del dipendente. 

Tale scelta è nella maggior parte dei casi legata a una prassi superata, risalente a un passato ormai piuttosto remoto, quando era possibile stimare con una certa sicurezza e stabilità il rapporto lordo/netto.

In alcuni casi la contrattualizzazione del netto è dovuta a una debole capacità negoziale del datore di lavoro o a situazioni molto particolari.

Eppure questa scelta implica l’impossibilità di determinare in modo attendibile il costo del lavoro, con conseguenze sul risultato di bilancio, sulla preventivazione e su qualunque tipo di simulazione.

Il nostro studio raccomanda quindi sempre la contrattazione della retribuzione lorda con il lavoratore.

Il netto in busta resta una variabile fondamentale nella trattativa economica

Generalmente l’impatto immediato di un’offerta economica, per il lavoratore, è dato dal netto mensile che percepirà. Questo pur apprezzando eventuali benefit, welfare o il fatto che l’azienda riconosca uno stipendio lordo più elevato di quello contrattuale.

È quindi spesso necessario simulare un netto in busta, per confezionare un’offerta economica appetibile, oppure perché la risorsa interessata lo chiede.

Teniamo presente che, con l’entrata in vigore della Direttiva UE sulla trasparenza retributiva, le offerte di lavorodovranno essere completate con la retribuzione annua lorda offerta per il profilo ricercato. 

Il calcolo del lordo-netto

Spesso, quando ci confrontiamo con i clienti per l’assunzione di un dipendente, ci viene posta la domanda “ma quanto sarà il netto? … non preciso, anche così, all’incirca”. La maggior parte delle volte il cliente si aspetta da noi una risposta immediata.

Il calcolo del lordo-netto è complesso, richiede tempo e soprattutto è sempre molto approssimativo, perché le ritenute fiscali dipendono da diversi fattori oggettivi, tra i quali ad esempio il numero di giorni nel mese.

Oggi, con le nuove misure agevolative – come le riduzioni contributive per le lavoratrici madri – il calcolo è influenzato anche da requisiti soggettivi della risorsa da assumere. Ne deriva che per poter effettuare un calcolo realistico, anche approssimativo, è necessario conoscere delle informazioni personali relative alla risorsa da assumere.

I conguagli 

Bisogna tenere presente anche che le trattenute effettuate sul cedolino mensile sono un acconto, e devono essere conguagliate a fine anno. Il conguaglio può riguardare sia le imposte (Irpef e addizionali) che i contributi.

Il conguaglio non è altro che un ricalcolo definitivo delle imposte e dei contributi sugli emolumenti percepiti, sia in denaro che sotto forma di fringe benefit.

Un dipendente che ha lavorato 365 giorni nella stessa azienda riceverà probabilmente uno stipendio netto di dicembre decisamente inferiore alla media mensile. 

Precisiamo che il conguaglio può essere effettuato dal datore di lavoro entro la fine del mese di febbraio, quindi la decurtazione potrebbe interessare, in alternativa, il mese di gennaio o quello di febbraio.

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