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Legge di Bilancio 2025: La riduzione del cuneo fiscale

Da anni si parla del cuneo fiscale e di normative che, più o meno efficacemente, cercano di ridurlo o limitarlo. In modo particolare questo argomento è di grande attualità nel mese di gennaio, quando diventano operative le novità della Legge di Bilancio.

Vogliamo chiarire alcuni concetti di base, perché appaiono scontati ma nella realtà non sono proprio semplici da comprendere.

Cos’è il Cuneo Fiscale?

E’ la differenza tra ciò che viene percepito dal lavoratore dipendente come netto della busta paga – in pratica quanto incassato ogni mese – e la retribuzione lorda spettante per contratto.

Questa differenza è data dalle trattenute fiscali (le tasse) e contributive (i contributi all’INPS o ad altri enti) che vengono applicate in busta paga dal datore di lavoro.

La maggior parte dei lavoratori non si sofferma ad analizzare queste trattenute, concentrandosi generalmente sull’importo netto e/o sulla verifica che tutte le spettanze del mese, come le ore ordinarie e straordinarie lavorate, siano state indicate correttamente.

Il cuneo fiscale rimane quindi un concetto astratto che è difficile rapportare alla nostra quotidianità concreta.

Pochi sanno, ad esempio, che le trattenute dipendono anche dal luogo di residenza del lavoratore. Un lavoratore residente in Umbria, impiegato presso un’azienda laziale, subirà trattenute inferiori rispetto ai colleghi residenti in Lazio, che si potrebbero tradurre in qualche decina di euro in più in fondo alla busta paga.

Precisiamo che, in senso più esteso, si parla di cuneo fiscale anche confrontando lo stipendio netto del lavoratore con il costo complessivo della risorsa per il datore di lavoro. In questo caso la differenza si amplia notevolmente in quanto alla retribuzione lorda si aggiungono tutti gli oneri contributivi.

Che cosa si fa per ridurre il cuneo fiscale e che cosa cambia per i lavoratori

Ridurre il cuneo fiscale significa prevedere un sistema di agevolazioni con il risultato di ridurre le trattenute effettuate nella busta paga.

A parità di retribuzione lorda spettante e di costo aziendale, il dipendente che ne ha diritto percepirà uno stipendio netto superiore.

Le agevolazioni e riduzioni previste dalle manovre di bilancio sono complesse, variegate e articolate.

Dipendono generalmente da requisiti soggettivi del lavoratore, che possono fare riferimento a un certo livello di reddito, ma anche alla situazione familiare, dal tipo di contratto e dalle giornate di lavoro nell’anno.

Più lavoratori con diritto a una retribuzione lorda identica si potrebbero trovare con dei netti in busta che presentano rilevanti differenze tra loro.

Che cosa cambia per i datori di lavoro?

Per i datori di lavoro le misure atte a ridurre il cuneo fiscale sono quelle che permettono benefici fiscali e contributivi sulle nuove assunzioni o, più in generale, sull’incremento del costo del lavoro in bilancio, se correlato a un incremento della forza lavoro.

Generalmente gli interventi a favore dei lavoratori dipendenti non modificano il costo del lavoro per il datore di lavoro. Ottengono però l’effetto di garantire un beneficio percepibile al lavoratore, senza incrementare i costi del bilancio.

datori di lavoro devono tenere conto di tutto quanto abbiamo illustrato finora nella valutazione sul trattamento economico dei lavoratori in azienda, ma soprattutto in fase di assunzione e ricerca del personale.

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